Legionari

per JosÚ Oscar Frigerio

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Italia fu smembrata dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte nel anno 1815 e cade parzialmente sotto il potere d'Austria. Jos Mazzini pot convertire le innumerevoli esperienze senza successo della decade di 1820/30 in procura dell'indipendenza italiana del dominio austriaco e dell'unit nazionale, in un programma rivoluzionario risoluto.

Nel 1831 mise le basi della sua associazione "La Giovane Italia", affermando negli statuti che era repubblicana e unitaria e aveva come mezzo di arrivare ai loro obiettivi, l'istruzione e l'insurrezione. Non era una setta ne un partito, ma una fede e un messaggio.

La corrente mazziniana fronteggerebbero la tendenza neog elfa e moderata di Gioberti e Ricasoli che sostennero l'unit italiana capeggiata dal Papato. Gli federali come Cattaneo e Balbo misero la loro speranza nell'egemonia del Piemonte, essendo pi realistici di fronte alla diversit di stati italiani al mettere le sue aspettazioni in un monarchismo moderato.

Dal 1831 governava il Regno di Sardegna, Carlo Alberto di Saboya Carignano, un re al quale molti credero comprensivo del liberalismo sebbene, fluttuando permanentemente tra quel credo e delle idee reazionari, aveva perseguito revoluzionari repubblicani; comunque, anche aspirava a liberare Italia della soggezione austriaca.

Nel 1848, una seguidiglia di rivoluzioni liberali distrusse Europa ed anche in Italia ebbe un impatto su. Gli ammutinamenti cominciarono con una ribellione contro il re Fernando II da Sicilia che fu costretta ad accordare una costituzione liberale. Dopo lui accordarono simili costituzioni Carlo Alberto di Piemonte e anche il Papato, costretti dalla generalizzazione dell'insurrezione. L'insurrezione si sparse su l'intero Regno Veneto-Lombardo, essendo costrette a capitolare tutte le guarnizioni austriaci. Venezia fu proclamata repubblica indipendente e Carlo Alberto di Piemonte dichiar la guerra all'Austria. In quel momento sembr possibile espellere Austria d'Italia.

Tra i revoluzionari fronteggiarono due correnti contrari: Mazzini, Garibaldi e "La Giovane Italia" aspiravano a consolidare una repubblica unitaria, mentre gli federali vollevano imporre una federazione di principati italiani capeggiata da Carlo Alberto ed il Piemonte.

Nel 1849, Garibaldi e Mazzini dichiararono la Repubblica Romana, tentativa repubblicana che durer molto poco, perch dopo avere sconfitto al re Carlo Alberto in Custozza e Novara, gli austriaci con l'appoggio del Napoletano e li francesi schiacciarono l'insurrezione. Queste sconfitte generarono un nuovo esilio di combattenti repubblicani che vennero al Rio della Plata in buona parte, in uguaglianza a molti altri che avevano accompagnato Giuseppe Garibaldi nel suo esilio sudamericano (1836-1848).

Nelle legioni organizzate da Garibaldi e pi tardi sotto la sua influenza, ebbe numerosi italiani, culti, idealistici e di buona estrazione sociale, membri attivi delle societ segrete (massoneria-carbonaria) che costituirono un'emigrazione politica he verrebbe a continuare la lotta per i suoi ideali liberali, aspetando di ritornare all'Italia quando avrebbero cambiato le condizioni che li costrinsero all'esilio.

Motiva questa web la epopea visuta dal colonnello italiano Silvino Olivieri che organizz e comand due legioni in Argentina: la Legione Italiana di Buenos Aires (1852-53), e pi tardi la Legione Agricolo Militare (1855-56). Le sue prodezze militari, e la tragedia che culmin con la sua morte in un'episodio scuro che ancora oggi polemico, al quale si aggiunge il non molto conosciuto Consiglio di Guerra di Ufficiali che concluse la causa eseguita dal governo dello Stato di Buenos Aires (1856-1858) verso i principali legionari ammutinati in contro suo.

Avendone pubblicato due ricerche "Silvino Olivieri, la legi˛n valiente y la fundaci˛n de la Nueva Roma", Todo es Historia, N 266, Bs. As., agosto 1989; "El motýn de los legionarios", Historia, N 81, Bs. As., marzo-mayo 2001) su Olivieri nell'Argentina, fu invitato a partecipare come espositore nel convegno accaduto nella sua memoria in Italia, nel maggio 2007, presentandone come ponenza "Le vere cause del assassinio del Colonnello Silvino Olivieri", finendo poco dopo la ricerca che fu pubblicata nel maggio 2008 nel libro stampato dalla editoriale El Aleph, Buenos Aires, Argentina.

Nel maggio 2009 Ú stato ristampato il libro nella Editoriale Arkenia, Cordoba, Argentina, nel formato di 21 x 15 cm., copertina in carta illustrazione lucida e lembo di 6 cm., con un totale di 200 pagine, con fotografie del Convegno Olivieri 2007 ed i personaggi della storia.

SOMMARIO

Giuseppe MazziniGiuseppe Garibaldi

Prime lotte di Silvino Olivieri

Capitano Amministrativo Filippo Caronti

Legione Italiana di Buenos Aires - Valorosa

Colonnello Silvino Olivieri

Legione Agricolo Militare

Comandante Giuseppe Murature

L'ammutinamento e la punizione dei colpevoli

Colonnello Antonio Susini

Bibliografia

Ilustrazioni

Capitano Mariano Barilari

Indice del libro

I TESTI QU═ PRESENTATI SONO UNA SINTESI DEL LIBRO CITATO

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